Amatori Parma: intervista all’allenatore Roberto Viappiani

Quando mancano pochi giorni all’avvio del campionato di Serie B che vedrà i blu celesti debuttare domenica prossima a Moletolo contro il Modena Rugby, abbiamo fatto qualche domanda a Roberto “Vappo” Viappiani, da quest’anno nuovo head coach dell’Amatori Parma.

Roberto, 37 anni ma già una buona esperienza come giocatore dove ha indossato le maglie di Noceto, Colorno, Fiorenzuola e anche il Gran Parma, oltre che di allenatore partendo dai più piccoli arrivando in pochi anni fino ai seniores sempre con buoni risultati, è un gradito ritorno nella società del presidente Andrea Bandini avendo già allenato in serie A insieme al nostro Riaan Mey nella stagione 2012/2013.

Roberto, dopo le promozioni in serie A sfiorate con la panchina di Noceto, ritorni nella famiglia blu celeste questa volta nelle vesti di head coach, con che spirito affronti questa nuova avventura?

Sicuramente con lo spirito che le nuove sfide / avventure ti danno già di loro, tanta motivazione ed energia ma soprattutto una gran voglia di far bene e dimostrare il mio valore, rafforzato dall’esperienza fatta e dai risultati raggiunti in questi anni in una piazza importante e impegnativa come Noceto.

Diversa la categoria rispetto a 3 anni fa e numerosi cambiamenti societari, che differenze hai trovato rispetto alla stagione della serie A sul piano della struttura societaria, sullo staff tecnico e sulla gestione?

Non mi sono soffermato molto sui cambiamenti e le differenze, anche perché in 3 anni sono stato io il primo a cambiare per formazione e per ruolo chiamato a rivestire, quindi ho cercato e ho iniziato subito a lavorare, con quelle persone che la società mi ha messo a disposizione, riscontrando e trovando in loro alte motivazioni e una buona coesione per mentalità e idee per affrontare questo nuovo percorso assieme, due persone su tutti, la prima Giorgio Prati che mi ha aiutato nella costruzione del nuovo Staff e indirizzato sulla struttura organizzativa della società, la seconda è Corrado Balestrieri che mi ha guidato e seguito nel percorso iniziale con i giocatori per la conoscenza e il lavoro fatto negli anni precedenti.

Ritrovi Riaan Mey, una tua vecchia conoscenza con cui hai giocato e allenato in passato ed ora Director of Rugby della società, quanto ha influito sulla tua scelta il fatto di poter lavorare nuovamente con lui?

Scelta presa con estrema sicurezza e tranquillità perché conoscendo Riaan e il ruolo affidatogli come Director of Rugby, fa da specchio sottolineando, rafforzando e contraddistinguendo l’identità, la mentalità e la serietà della società.

Hai scelto uno staff di fiducia con specificità di livello in ruoli chiave anche se molto giovani, rischio o valore aggiunto nel guidare una tra le rose più giovani del campionato con un’età media di 23 anni?

Ovviamente spero e credo un valore aggiunto in quanto scelta ragionata e razionalizzata, da parte mia ho cercato infatti in questi anni di migliorarmi molto sulla scelta e sulla gestione sul lavoro in staff, in modo da ottimizzare gli allenamenti per la qualità e cura dei dettagli. La fiducia ritrovata nelle figure scelte nasce proprio dal fatto che una squadra giovane come la nostra abbia sempre bisogno di assorbire per predisposizione anagrafica, una contemporaneità rugbistica che questo sport richiede essendo sempre in continua evoluzione per tutte le componenti che in esso si racchiudono e che ho ritrovato in loro e nelle loro esperienze.

Squadra da scoprire con un nucleo già rodato ma che sconta la partenza di alcuni giocatori in ruoli chiave, un bilancio dopo il primo mese di preparazione?

il mio lavoro e quello del mio Staff in questo primo mese si è focalizzato sulla ricerca rapida di un equilibrio anche se non cosi immediato in quanto sto cercando di far assorbire a pieno il mio modo di vedere il rugby per mentalità e gioco. A ciò si aggiunge il riadattamento e la sostituzione di nuove figure che andranno a ricoprire i ruoli chiave e che erano già rodate all’interno della squadra, questo comporta e richiede tempistiche diverse ma sono comunque molto fiducioso di arrivare presto alla comprensione totale perché la percezione dell’impegno e la “Fame” del voler raggiungere obiettivi ambiziosi da parte dei ragazzi è alta.

Terzo posto alle spalle delle promosse in serie A lo scorso anno, nuova stagione con una formula diversa e nuovi avversari molti dei quali attrezzati per la promozione, aspettative per il campionato?

Sarà un campionato sicuramente diverso e a mio avviso più impegnativo ma non ho aspettative reali, credo solamente che la differenza la faranno le squadre che gestiranno al meglio la propria rosa a disposizione.

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