“Costruire solide fondamenta, per il futuro del XIII in Italia”. Luigi Ferraro, vicepresidente Firfl, risponde ad Andrea Sola

Ferraro luigi firfl nprBuongiorno a tutti,
sono Luigi Ferraro e rappresento la Firfl (Federazione Italiana Rugby Football League) in veste di vicepresidente, ma scrivo questa lettera a puro titolo personale e non ufficiale, in risposta ad Andrea Sola che mi ha tirato in causa, in quanto la Firfl ormai da tempo ha deciso di non intraprendere scambi polemici, inutili e noiosi. Purtroppo, per fare chiarezza dovrò citare dei momenti ufficiali che sono avvenuti non molto tempo fa.
Come prima cosa ci tengo a ringraziare Andrea per l’ammirazione che ci riserva, lui che è stato uno dei primi giocatori a vestire la maglia dei Magnifici Firenze con grande valore e che stimo per la dedizione e l’attitudine con cui ha onorato i colori biancorossi sia dentro che fuori dal campo. Vorrei precisare però che non siamo solo centro sud Italia, nel nord Italia abbiamo tante squadre affiliate come Firenze, Albinea, Reggio Emilia di S10, Falchi Pesaro ed altre, quindi rappresentiamo tutta la nostra penisola.
Io, come Guido Porcellini (responsabile medico della Montepaschi Siena basket) e Pierluigi Gentile (S10, Premiership in Scozia, Nazionale a 7), viviamo lo sport di un certo livello in Italia con dei valori che vanno oltre lo sport stesso ed è forse questo che ci differenzia molto dall’altra associazione.
Forse per la nostra italianità (e per la consapevolezza che fare un mondiale in questa maniera, porterà sicuramente a delle vittorie, ma non fotograferà per nulla la realtà del movimento italiano di rugby a XIII) abbiamo preferito non accettare delle scelte non democratiche in cui non credevamo. E attendere. Pensiamo all’Italia Fir, ben più ricca e ben strutturata, che ci ha messo 10 anni per ottenere un po’ di rispetto al Sei Nazioni: qui in un anno, con una squadra la cui maggioranza fa il secondo caps al mondiale, spazziamo via Galles e Inghilterra e pareggiamo con la Scozia. Non penso che il movimento rugbystico sia così ingenuo. Sì, è vero, forse un po’ di ritorno d’immagine c’è e ci sarà, ma durerà ben poco una volta finito il mondiale, se non supportato da un lavoro effettivo e costante fatto su tutto il territorio e a tutti i livelli.
Nel marzo 2013 abbiamo inviato delle offerte di riunificazioni democratiche sotto il controllo Coni, basate sul lavoro reale sul territorio, sia alla Firl che alla Rlef: non solo non sono state accettate, ma sono state denigrate dal presidente australiano della Firl che è Orazio D’arro e si trova a Sydney. Mai abbiamo detto che non avremmo voluto italo australiani (che per noi sono italiani), ma avevamo solo chiesto che la Nazionale avesse sia italo australiani che italiani del movimento giocato, che avrebbero meritato rispetto per la passione messa in questi anni (almeno il 50%). Nemmeno quell’idea venne presa in considerazione.
Ci è stato proposto uno statuto in cui votavano 4 comitati italiani e 3 stranieri (Francia, Australia e Inghilterra). Non ho mai sentito che il presidente inglese venga votato dal presidente australiano. Nonostante tutto, essendo nell’istruttoria Coni, abbiamo dovuto rifiutare; perché? Semplice, in quanto statuti non democratici, questi non sono ammessi per chi vuole essere riconosciuto.
Noi abbiamo i requisiti Coni, abbiamo progetti sociali, ma soprattutto siamo italiani. Non so come l’abbiano presa i non tanti loro tesserati, ma credo che se realmente ci sono, non saranno stati contenti di vedersi messi da parta, una settimana prima del mondiale. Invitiamo tutti i club italiani e tutti coloro che credono nell’italianità e nello sport puro ad unirsi alla grande maggioranza che in Italia fa questo sport con certi valori, per essere tutti riconosciuti dall’unico organo che può dire se siamo “veri” o no, il Coni.
Ringraziamo l’associazione Nord e chi come Andrea crede in un unico movimento forte e con dei valori importanti, come quelli che cerchiamo di trasmettere e rimaniamo aperti ad una riunificazione purchè sia dettata da regole democratiche, meritocratiche e, soprattutto, costituzionali, come richiede il Coni.
Augurandovi i migliori successi
Luigi Ferraro

 
 

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