Cus Milano vince il Trofeo dei Presidenti, un filo rosso che unisce il rugby milanese

È arrivato alla X edizione il quadrangolare che ricorda Augusto Bottiglia, Gian Battista Curioni e Cesare Ghezzi, tre storici presidenti rispettivamente di Amatori, Rugby Milano e Chicken. Il rugby milanese è diviso fra tanti ‘campanili’ ma questo Memorial ci fa scoprire un ‘fil rouge’ che lo attraversa fin dalle origini: “passione e signorilità’’,  termini che chi li ha conosciuti usa anche per ricordare ‘i Presidenti’. L’impegno comune di questi tre uomini per lo sviluppo del rugby ambrosiano e l’attenzione particolare che tutti hanno dedicato ai giovani, è il segno che accomuna ancora oggi i Club della nostra città.

Come da tradizione, alla vigilia del nuovo campionato, sono scese in campo le formazioni cadette di Asr e Cus Milano e le prime squadre di Amatori&Union Rugby e Chicken. Il trofeo è stato conquistato dai ‘verdeblu’ del Cus che lo conserveranno fino al prossimo anno.

CHI ERANO I PRESIDENTI.

Il ‘decano’ è Cesare Ghezzi, nato a Milano nel 1909. Approdò al rugby ‘tardi’, nel 1930 dopo il servizio militare e conclude la sua carriera nell’Amatori, con un bilancio di tre titoli nazionali e numerosi incontri internazionali anche come capitano della nazionale. Conclusa la carriera da giocatore comincia quella di allenatore (con l’Asr) e nel 1956 fonda il Chicken, una squadra del tutto nuova, dove applicare senza compromessi la sua concezione del gioco. Anche per Ghezzi l’idea di fondo è che il rugby non sia un gioco per energumeni dai bicipiti di pietra ma un gioco formativo, per bambini e i primi giocatori del Chicken saranno proprio il figlio Franchino, suo nipote Pinuccio e i loro compagni di classe alla scuola media di piazza Ascoli. “Non si capacitava – lo ricorda Marco Borsani, oggi presidente dei gialloverdi – che la Federazione di allora non permettesse ai ragazzini di giocare. Direi che la storia successiva gli ha dato ragione. Aveva sempre giocato mediano di mischia, e gli piaceva il gioco spumeggiante: ‘dervire’, in milanese ‘aprire’, passare la palla, era il più classico degli incitamenti che rivolgeva ai suoi giocatori”.

 

Augusto Bottiglia, nato a Varese, classe 1921, è stato ufficiale di marina, sommergibilista per la precisione. L’ingegnere, così lo chiamavano i suoi ‘tori’ all’Amatori, è stato per diversi anni l’amministratore delegato della Società Italiana Ossigeno. “In quegli anni di dilettantismo puro per garantire uno stipendio ai giocatori li assumeva lì, così andava a finire che gli uffici della Sio pullulavano di armadi a due ante”, lo ricorda in un articolo del 2008 il giornalista Luca Fazzo. Presidente dalla fine degli anni ’70 dell’Amatori fino alla fine degli anni ’80 e viene ricordato anche per aver riportato i ‘tori’ meneghini dalla serie C alla serie A (nel 1984).  Ma soprattutto quello che tutti gli riconoscevano, i collaboratori e i suoi atleti, sul lavoro come nella vita privata o nel Club, sono “la straordinaria intelligenza e la visione sintetica e razionale della vita e del gioco”. Lo ricorda così Giancarlo Giovannini che lo ha prima conosciuto sul lavoro e poi ha condiviso con lui la passione per il rugby, fino a succedergli nel ruolo di presidente dell’Amatori.

“Gli piace a questo gioco in cui bisognava gestire ed equilibrare forza fisica e intelligenza, uno sport matematico nella visione di Augusto, dove l’uso della forza potrebbe lasciare spazio a una naturale esagerazione e invece resta leale e puro”.

E infine un ritratto di Giovan Battista Curioni,  uomo dal carattere riservato che amava la libertà sorretto da forti  ideali etici, sempre coerente con le proprie scelte. Nato nel 1923 a Milano, primario di ortopedia all’ospedale Gaetano Pini, iniziò a giocare da giovane nel Guf e poi dal 1945 nell’A.S. Rugby Milano, di cui fu uno dei fondatori.  Per lui il rugby era ‘amicizia, pulizia, umanità e sincerità’ e ha attaccato questo ‘virus’  al figlio Stefano (Baia Curioni)  che oggi guida i biancorossi e a lui, per più di 30 anni presidente del club, è dedicato il nuovo centro sportivo che quest’anno ospita il Memorial dei Presidenti. “Da noi il rugby non è il fine, ma il mezzo, il modo, la maniera. Da noi il rugby è uno stile e una filosofia di vita. Chi viene qui, chi gioca qui, non lo fa per vincere, ma per imparare a stare al mondo. Una bella differenza’ ricorda Stefano Baia Curioni.

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TABELLINO

 

Amatori & Union – ASR Milano 5-13

Chicken Rozzano – CUS Milano 6-10

Finale 3°/4° Chicken Rozzano- Amatori&Union 10-5

Finale 1°/2° ASR Milano – CUS Milano 0-29

 

 

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