I Lions Livorno perdono a Viterbo il ritorno della finale playoff

VITERBO – LIONS AMARANTO LIVORNO 29-21
VITERBO: Menghini Moreno; Saccà, De Angeli, Menghini Andrea, Nichil; Zappi, Picone; Oguntimirin, Agostini, Pastori; Capati, Santucci; Baiocco, Pedulla, Raschi. Entrati anche: Gori, Desana, Fiorucci, Nencini, Angelotti, Malaguti, Cecchetti. All.: Scorzosi.
LIONS AMARANTO LIVORNO: Di Martino; Gregori, Mazzotta, Milianti (17′ st Siviero), Novi (11′ st Del Moro); Gaggini, Magni (29′ st Pulaha); Scardino, Tamberi, Montagnani; Ciandri (17′ st Uccetta), Favati; Vitali, Giusti (27′ st Umpetti), Filippi (11′ st Sarno). A disp.: Masciullo. All.: Milianti.
MARCATORI: nel pt (5-14) 1′ m. Agostini, 12′ e 24′ m. Giusti tr. Magni; nel st 6′ m. Saccà tr. Menghini M., 15′ m. tecnica mischia Lions tr. Magni, 24′ m. Cecchetti, 32′ m. Picone tr. Menghini M., 38′ m. Malaguti.
NOTE: in classifica 5 punti per il Viterbo (che ha vinto e si è assicurato il bonus-attacco; 5 mete realizzate) e 0 per i Lions (che hanno perso con un margine superiore alle sette lunghezze; 3 mete realizzate).
VITERBO. Il miracolo sportivo non si è materializzato, ma i Lions Livorno hanno dimostrato, coi fatti, di esser comunque degni della promozione: se non fosse capitato nel proprio – peraltro duro – girone del centro Italia una squadra avversaria fortissima per la categoria, gli amaranto avrebbero potuto tranquillamente celebrare il ritorno in B. Nella gara due della finale playoff del raggruppamento F della serie C interregionale, i labronici hanno perso, sul campo ‘Quatrini’, contro i locali del Viterbo, 29-21. I laziali ora affronteranno (da grandissimi favoriti), nello spareggio per il salto di categoria, il Sinnai, squadra cagliaritana che ha vinto il proprio girone regionale di C. A Viterbo, sotto la pioggia, i Lions hanno disputato una partita coi fiocchi. Dopo la netta sconfitta rimediata all’andata (25-48), i labronici sono riusciti a trovare feroci motivazioni, per tentare la rimonta. Lions in vantaggio 5-14 all’intervallo e 10-19 al giro di boa della ripresa: non sono mancati momenti nei quali il Viterbo ha tremato per un possibile clamoroso ribaltone. Solo nel finale, i locali hanno trovato le marcature che hanno permesso loro di assicurarsi il successo. I laziali chiudono le fatiche nel girone F con un ruolino di 15 vittorie e 1 pareggio in 16 incontri. Ribadiamo: la sensazione è che se non si fossero trovati di fronte una squadra così forte, e fossero stati inseriti in un raggruppamento diverso, i Lions avrebbero potuto festeggiare qualcosa di importante. Splendido, a Viterbo, il lavoro della mischia amaranto. Dopo il momentaneo vantaggio dei padroni di casa (5-0 al 1′), il pacchetto labronico si erge a protagonista. Il tallonatore Giusti – ancora una volta fra i migliori – va a in meta due volte (12′ e 24′), dopo irresistibili avanzate dei primi otto uomini. Magni arrotonda con le trasformazioni: al termine della prima frazione i ‘Leoni’, in vantaggio 5-14, sognano ad occhi aperti. Nella ripresa il Viterbo, che peraltro può contare sul rientro di Picone, reagisce: 12-14 al 46′. Gli amaranto non sono domi. Ancora irresistibile spinta della mischia ospite, che costringe (55′) gli antagonisti al plateale fallo: meta tecnica trasformata da Magni. Sul 12-21, con tre mete già realizzate ed il bonus-attacco nel mirino, i Lions appaiono pronti alla zampata vincente. E invece, nel finale, affidandosi alla propria esperienza ed agli uomini di maggior qualità, il Viterbo cresce. I laziali, con la meta di Cecchetti (64′) rosicchiano il ritardo (17-21) e soffocano le speranze degli antagonisti. Il Viterbo, poi (72′), segna la meta-bonus (trasformata) del sorpasso (24-21). Una marcatura che (conti alla mano) consegna ai neroverdi la matematica certezza del passaggio del turno. Al 78′ altra marcatura dei laziali, che così chiudono i conti sul 29-21. I Lions, che pure concludono la finale playoff senza alcun punto in classifica, escono di scena a testa altissima… Se il Viterbo – unica laziale – non fosse stata inserita nel girone con squadre della Toscana e dell’Umbria, il quadro sarebbe stato differente.

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