Il Cus Catania vince, ma il Padua Ragusa non perde

Padua e Cus Catania si sono affrontate a viso aperto e alla fine la vittoria ha arriso ai rossoblu. Ma i ragusani hanno giocato una buona partita. Pollice verso, invece, nei confronti dell’arbitro. Padua Rugby Ragusa – Cus Catania doveva e poteva essere l’occasione per festeggiare il rugby siciliano. Prima e seconda in classifica, entrambe fresche di serie B, in tribuna il pubblico delle grandi occasioni, e tra loro anche il presidente del Comitato Regionale Orazio Arancio. Ma in campo si scende in trentuno: trenta li scelgono i due allenatori, il trentunesimo il designatore arbitrale. Oggi purtroppo, per il big match della giornata di serie C1 e, probabilmente di tutta questa prima fase, è stato chiamato un arbitro non all’altezza della situazione, che ha commesso un’infinità di errori e che, con il suo atteggiamento, ha surriscaldato eccessivamente gli animi dei giocatori, oltre che quelli del pubblico. La colpa, però, non ci sentiamo di darla al signor Marcello Marchese. Il fischietto catanese ha fatto, pur male, quello che ha potuto. Le responsabilità sono da attribuire interamente al designatore regionale perché, a nostro parere, non si può assegnare la direzione di una partita così importante, giocata da squadre che probabilmente non sfigurerebbero nella serie superiore, a un arbitro fermo da oltre un anno, in forma fisica più che precaria e, diciamola tutta, che è sembrato un pesce fuor d’acqua, sempre in ritardo rispetto a dove si svolgeva l’azione e poco lucido nelle scelte arbitrali. Alla fine, sul campo, ha vinto, meritatamente, il Cus, più bravo e concreto a sfruttare le occasioni, ma il merito va anche dato al signor Marchese, che non ha assegnato una meta di Michele Campanella quando ancora non era scoccato il terzo minuto del primo tempo, e che, una ventina di minuti dopo, non ha visto prima un avanti del mediano di mischia rossoblu e, nell’azione che ne è seguita, non ha battezzato fuori un pallone calciato dall’ala catanese quando questi aveva già i piedi sulla linea laterale e il pallone vi aveva danzato in precedenza. Cinque punti in meno da una parte e cinque in più dall’altra avrebbero significato un finale di 12 a 17 e un punto di bonus per i ragusani. Al contrario lo score, al termine degli ottanta minuti di gioco, dice 7 a 22, un punteggio eccessivamente pesante per la squadra di casa e che va ben oltre i meriti dei cusini. Sulla partita c’è poco da dire. Si sono affrontate due buone squadre, che hanno fatto della velocità e del ritmo la loro arma vincente. Già al 4°, come detto, il Padua avrebbe potuto passare in vantaggio, ma la meta non è stata vista, e sul capovolgimento di fronte è stato il Cus a mettere i primi punti sul tabellone, grazie una punizione calciata da Valerio Leonardi. In questa fase sono i catanesi a dettare legge, con i ragusani sempre sulla difensiva. Al 16° una bella azione dei trequarti cusini porta Giulio Di Mauro in meta. Leonardi trasforma. 0 a 10. Di tanto in tanto arriva una fiammata dei padroni di casa ma sono ancora gli ospiti a marcare, al 29°, con la meta/non meta di cui si è parlato prima. 0 a 15. Il primo tempo, tra i fischi del pubblico, finisce qui. La ripresa vede un Padua più arzillo e coraggioso. Al 50° Enoc Valenti lanciato in meta viene placcato al collo poco prima di andare a schiacciare l’ovale. La meta tecnica potrebbe essere assegnata ma il signor Marchese si limita a concedere una punizione per i ragusani e a sventolare il giallo ad Alfio Finocchiaro. La superiorità numerica dà ancora più spinta all’attacco ibleo e, finalmente, al 57° Stefano Iacono riesce a bucare la difesa avversaria. Lo stesso trasforma. 7 a 15. Adesso è la squadra di casa a menare le danze, ma tra gli errori dei giocatori e quelli dell’arbitro, il punteggio resta invariato. Si arriva così ai minuti di recupero. Il Cus lancia una touche sui 5 metri iblei, si forma un carrettino e il neoentrato Carmelo D’arrigo va a schiacciare in meta. Leonardi arrotonda. Al termine, le parole di coach Greco sintetizzano bene quello che si è visto in campo: «Abbiamo giocato con una squadra un gradino superiore alla nostra. La nostra partita è stata buona, siamo solo alla terza di campionato e nulla è ancora perduto». E domenica, al “della Costituzione”, arriva il Syrako Siracusa da stasera appaiato al secondo posto insieme al Padua.. Ma questa è già un’altra storia.

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