In primo piano — 02 febbraio 2012
Il mio punto di vista sul Tre Fontane

Di Davide Macor

La situazione del Tre Fontane sembra essere finalmente arrivata a una svolta. Almeno sulla carta.

Dico sulla carta perché, il 26 Gennaio passato, il Coni Servizi e il Comune di Roma hanno deciso la divisione della storica struttura del Tre Fontane tra le quattro associazioni sportive firmatarie dell’accordo. Nonostante questo le polemiche sul web e a bordo campo non sembrano placarsi purtroppo. Cerchiamo quindi di fare un piccolo ripasso per capire come si è arrivati a questo punto.

Le quattro associazioni in questione sonola Nuova RugbyRoma che vanta circa 200 tesserati (per di più ragazzi del settore giovanile), e tre società:la Rugby Roma2000, i Cavalieri e Rugby&altro che insieme vantano circa 120 atleti (per di più seniores).

La problematica principale sta nell’impossibilità di trovare un accordo trala Nuova RugbyRoma e le altre tre associazioni che, forti dell’accordo trovato, hanno unito le loro forze in un nuovo progetto chiamato Rugby Roma SSD. Questa problematica oramai radicata va avanti da Ottobre e ha portato a comportamenti ben poco signorili. Lungi dal voler giudicare il giusto e lo sbagliato e creare il bene contro il male, la mia intenzione è di fare chiarezza su una situazione alquanto oscura che sta scrivendo nere pagine nella storia del rugby capitolino.

A oggi, la situazione è questa: Il Coni ha sancito che per due giorni a settimana il campo deve essere a disposizione della Nuova Rugby Roma, mentre le altre tre società ne hanno disponibilità per quattro giorni con la Domenica divisa secondo il calendario delle partite.

Di fatto,la Nuova RugbyRoma chiede maggiori spazi e più ampie garanzie, lamentando che due giorni a disposizioni sono pochi per far allenare i propri atleti, attaccando poi le altre tre società che, secondo loro, vogliono utilizzare i campi per fini diversi da quelli rugbystici.

Le altre società invece, propongono invece la loro posizione, sulla base del lavoro svolto fino ad oggi. Di fatto a Settembre la struttura del Tre Fontane (uno stadio, e due campi di allenamento) era stata abbandonata a se stessa, chiusa, in una condizione di disagio totale. I cavi elettrici erano stati tranciati, divelti i tombini e, in uno dei campi di allenamento erano stati allestiti pozzi neri per bagni chimici. Tutto questo senza considerare le condizioni igieniche generali di strutture, spazi e spogliatoi.

Le tre società si sono, di fatto, rimboccate le maniche e dopo essersi uniti in una nuova realtà societaria, con presidente Riccardo Mancini, hanno cominciato a lavorare per rendere nuovamente i campi agibili. Nel corso del tempo sono stati ripristinati gli impianti elettrici e idraulici, le aree sono state pulite, disinfestate e derattizzate, bonificato il campo con i pozzi neri, ritinteggiati e risistemati gli spogliatoi, fatta la messa in sicurezza dell’impianto e la richiesta alla asl per le norme igieniche. Lavori per una spesa che ha superato la cifra di 100 mila euro.

Durante tutto questo periodo, mentre procedevano i lavori,la Nuova RugbyRoma non solo non partecipava alle spese ( ad oggi non risulta alcuna spesa a loro carico) ma continuava a lamentare comportamenti inadeguati da parte degli altri attraverso i media o petizioni.

Finalmente i campi sono utilizzabili, in buono stato e sicuri, utilizzati da tutti gli atleti (anche quelli della Nuova Rugby Roma).   Quest’ultima società però, chiede di poterli utilizzare sempre, anche nei giorni non stabiliti, andando contro la volontà del coni e del comune e ripetendo che i ragazzi devono avere gli spazi necessari e non essere costretti a stare fuori la loro casa del tre fontane. Credo che, a torto o a ragione, oramai una decisione sia stata presa e credo che tutte le parti in causa debbano rispettarla, se non altro per educazione nei confronti non solo delle istituzioni ma soprattutto dei ragazzi che devono calpestare quei campi di gioco e cui si vogliono trasmettere i valori propri del rugby.

 

 

 

 

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Press.Npr

(7) Readers Comments

  1. meno male che è solo un suo punto di vista! sempre mezze verità scrivete.

  2. Questo è il suo punto di vista il mio è che hanno deciso a senso unico.Come tutti i soprusi “ufficializzati/legalizzati”che hanno caratterizzato questa vicenda. Il Tre Fontane è grande nel senso che li c’è posto per tutti non vedo perchè limitare a solo due pomeriggi le attività della Nuova Rugby Roma che vanta 200 circa iscritti ed è regolarmente affiliata FIR.Controlli sul data base FIR l’affiliazione dell’altra società (Rugby Roma srl)io ad oggi nn l’ho trovata.Ed aggiungo in merito ai lavori effettuati al Tre Fontane che alla NRR NON è stato concesso di entrare al TRE Fontane per fare i lavori con una lettera di DIFFIDA del CONI Servizi pur essendo LA NRR una delle assegnatarie di diritto…Quanto prima le posterò il documento in questione. Grazie per lo spazio concessomi
    Fràà.

    • Questa e una realta non un punto di vista
      Se non mi hanno detto delle stupidagini in federazione , i numeri da lei mensionati sono leggermente diversi , Nuova Rugby Roma 250 tessetari circa , i Cavalieri 0 tessetari circa , Rugby e altro 0 tesserati circa , Rugby roma 2000 65 tesserati circa di cui parecchi andati via in prestito ad altre societa ….
      Per questo si chiede più spazio per i ragazzi della nuova rugby roma , In effetti il lunedi il martedi il giovedi il sabato che sono i giorni destinati alle 3 societa sono di fatto semi deserti , oppure occupati da società invitate ad allenarsi sul tre fontane

      • permettimi massimo di risponderti che le notizie che hai ricevuto sono errate.i numeri riguardanti i tesseramenti sono ben diversi. invito tutti a non continuare a portare avanti idee derivanti da vox populi o “sentito dire” perchè rischiano solamente di inasprire gli animi ed alzare i toni di una discussione andata ben oltre il necessario.

        • le notizie le scrivono i giornalisti , io essendo un genitore e accompagnando il figlio hai campi riferisco quello che vedo , se si allenano i ragazzi della nuova rugby roma i campi sono pieni di ragazzi e allenatori , se si allenanano i ragazzi delle altre societa sono solamemnte pochi bambini ( da 4 a 7 ) molto volenterosi ma sono pochi per avere due campi tutti per loro non credi ?,,, se poi aggiungi i ragazzi dell’Appia rugby o del fiumicino o chi altro si possa invitare e tutta un’altra storia . facendo passare altro tempo sicuramente aumenteranno di numero , ma lo stanno facendo a spese di altri ragazzi ….

  3. Coa?!? 100 mila euro? Ma chi ha scritto l’articolo, e’ stato al campo o ha scritto per sentito dire? I lavori sono stati fatti (seppure a fin di bene) senza le minime autorizzazioni di legge, di propria iniziativa e senz’altro in autonomia: non si capisce quindi perche’ ora la NRR dovrebbe partecipare a una spesa non concordata. Quando comunque decidesse di farlo, di certo occorrerebbe verificare l’importo… Che combinazione, una cifra tonda tonda! E perche’ non un milione?!? E come sempre si confondono le cose: perche’ mette in relazione la richiesta legittima di ripristinare un orario di allenamento consolidato da almeno 5 anni con la ripulitura degli spogliatoi e la relativa partecipazione a una spesa esorbitante? Siamo al ricatto?
    Grazie per l’attenzione

  4. ..intorno a roma nei pressi del GRA esistono meravigliosi prati pianeggianti che con buona volontà e impegno comune potrebbero diventare splendidi CLUB di rugby, non solo campi e pali ma strutture sportive in piena regola. Iniziativa da privato a privato…certo…ma almeno fuori dal giogo politico dei campi di STATO…chi si allea con il pubblico finisce per soccombere…guardate gli ospedali romani ridotti alla miseria dalla regione e a a tutti quegli imprenditori onesti che sono falliti sotto il debito di stato….parliamone e liberiamoci dalla schiavitù dei preposti pubblici che sono peggio dei satrapi greci , ricoperti di spocchia e incapacità operativa clientelare.

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