“Miti alla meta”, obiettivo sul Modena Rugby 1965

I fotografi Isabella Colucci e Dante Farricella hanno seguito la squadra di Ogier per due mesi e giovedì 19 maggio inaugurano una mostra a Collegarola

Non poteva che concludersi nella club house di Collegarola il progetto fotografico di Isabella Colucci e Dante Farricella in collaborazione con il Modena Rugby 1965. “Miti alla meta – Viaggio nel mondo del rugby”, questo il titolo della mostra che inaugurerà giovedì 19 maggio alle 19, è il culmine del viaggio fotografico dei due fotografi, al termine di due mesi a stretto contatto con la prima squadra biancoverdeblù.
Gli allenamenti, lo spogliatoio, il campo, la partita, il terzo tempo, il tutto racchiuso in un suggestivo racconto per immagini. “Ci siamo avvicinati al rugby – spiegano Isabella e Dante, che attraverso l’associazione A different eye promuovono sui social e non solo una fotografia diversa, che guarda al sociale e documenta eventi vicini alla gente – grazie all’incontro, in altri contesti, con persone legate a questo sport, e in particolare al Modena Rugby 1965. La curiosità di scoprire un mondo sportivo diverso, poco conosciuto e affascinante, ha fatto il resto. Inoltre, dopo aver lavorato alcuni mesi su un progetto con sole donne, ci siamo detti che toccava agli uomini”. E a Collegarola cosa avete trovato? “Abbiamo trovato una società che si impegna nella crescita dello sport, dai bambini fino ai veterani. Abbiamo trovato disponibilità ed accoglienza. Motivazione, rispetto, fatica, spirito di gruppo, senso di squadra. La scelta della società di costruire una prima squadra assolutamente dilettantistica, basata sulla passione. Agonismo e lealtà – proseguono i due fotografi – si mescolano in uno sport caratterizzato da un contatto fisico costante, che trova la sua espressione alta nella mischia ma che si costruisce in ogni momento: dall’allenamento all’attesa prima della partita, alle riflessioni del post-gara. Questo aspetto, per nulla scontato, si ritrova spesso nelle nostre fotografie. Abbiamo voluto raccontare questo mondo nella sua totalità: dall’allenamento al terzo tempo (e anche il quarto, se pensiamo che i ragazzi si ritrovano in birreria dopo ogni partita) e mettiamo in evidenza aspetti tra i meno conosciuti che esaltano il rugbista come atleta leale e gentile, mite appunto, contro ogni luogo comune. Oltre alla mostra – concludono i due autori – ci piacerebbe pubblicare un libro e allargare la nostra visione di questo mondo con altri progetti legati al rugby e al club”.
Dopo l’inaugurazione la mostra sarà visitabile negli orari di apertura della club house: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato dalle 12 alle 15 e dalle 17 alle 23, martedì dalle 15 alle 23, domenica in concomitanza con partite e eventi.

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