Partita in carcere a Porto Azzurro per gli Old dei Lions Amaranto Livorno

L’attività rugbistica degli Old dei Lions Amaranto Livorno – i Rino..Cerotti – all’interno delle case circondariali, non si limita agli allenamenti effettuati da quasi due anni presso il campo del carcere cittadino de ‘Le Sughere’, né alle partite disputate con la rappresentativa dei detenuti dello stesso istituto (che con grande autoironia si sono battezzati ‘Le Pecore Nere’). Sabato scorso, una ‘delegazione’ dei Rino..Cerotti è stata ricevuta nella casa circondariale di Porto Azzurro, per un’amichevole ‘seven’. Alla luce dell’impegno profuso a favore degli atleti-detenuti dalla stessa società amaranto Lions, è infatti giunto nei giorni scorsi il contatto da parte dei responsabili elbani del progetto ‘Rugby in carcere’. In particolare, sono stati Paolo Maddonni, referente all’interno dell’istituto di Porto Azzurro, e Marcello Serra, allenatore ed ex giocatore dell’Elba, ad attivarsi per organizzare questo nuovo indimenticabile evento. La giornata speciale dei ‘Rino..Cerotti’ è iniziata di buon mattino, intorno alle 6. Alle 7,45 la partenza del traghetto da Piombino. Alle 9, direttamente al porto elbano, i responsabili hanno ‘caricato’ sul proprio pulmino la delegazione dei ‘Rino..Cerotti’, per condurli – dopo i controlli di rito – nel carcere. Gli Old Lions hanno così raggiunto il campo all’interno dell’istituto. Un terreno di gioco piccolo, ma sufficiente per una partita ‘seven’. La gara in questione, per i Rino..Cerotti, non è stata facile. Tutt’altro. Al cospetto di una squadra, quella dei detenuti del carcere isolana – una formazioni composta da atleti giovani, entusiasti e dotati di notevoli mezzi fisici ed atletici – non è stato sufficiente, per gli Old Lions, ricorrere alla propria maggiore esperienza. Più che mai negli incontri riservati a squadre ‘seven’, la freschezza e la corsa sono decisive per andare in meta. I ‘padroni di casa’, giustamente, in partita, non sono stati disposti a conceder sconti. Dopo una prima partitella a ranghi contrapposti, le due compagini si sono mischiate, per un nuovo match durato 20 minuti. Dopo la doccia, i detenuti (alcuni atleti si allenano, grazie a speciali permessi, con l’Elba Rugby) hanno allestito un terzo tempo (a base di pasta fredda e biscotti), consumato ai bordi del campo. Una gesto semplice, ma intenso ed emozionante. I protagonisti della significativa partitella hanno scambiato qualche impressione. Poi un brindisi, abbracci, strette di mano e tanta emozione. Per i Rino..Cerotti una mattinata piena di sensazioni forti. Felici ed orgogliosi di aver portato il rugby oltre il muro di cinta, il gruppo è poi ripartito verso il continente. Tutto ciò è stato possibile grazie all’appoggio dell’associazione Amatori Toscana Rugby, che ha concretamente contribuito all’organizzazione dell’evento e partecipato all’allestimento del terzo tempo. La stessa associazione collabora con gli Old Lions nel progetto rugby in carcere a Livorno. Ecco l’elenco dei giocatori amaranto protagonisti all’interno del carcere di Porto Azzurro: Manrico Soriani, Massimo Soriani, Michele Niccolai, Andrea Caputo, Mariano Gambogi, Marco Lenzi, Adriano Sampaolo, Marco Bargagna, Daniel Bargagna.

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