Terremoto: il racconto di Rosco, rugbysta in aiuto delle popolazioni colpite dal sisma

Chi scrive è semplicemente Rosco, un rugbista.

“Ho iniziato a fare sostegno nel 2009 dopo pochi mesi che ero tornato dalla Nuova Zelanda, sono stato a Giampilieri in provincia di Messina, poi a novembre 2013 ad Olbia in Sardegna e ora a Rieti.

Dal 2012 sono Volontario nel programma Special Olympics ed amo condividere ed emozioni forti con gli Atleti Special Olympics e questo accade sui monti come al mare, Gioco dopo Gioco, evento dopo evento.

 Ho deciso di andare a Rieti perché credo che se qualcuno ha bisogno mi trova sempre e visto la grande catastrofe accaduta, sentivo di dover esser lì, poi avendo comunque un amico rugbista sul posto, Andrea Rinaldi, sapevo di avere un valido punto d’appoggio per portar materiale e che lo stesso fosse distribuito a chi realmente ha bisogno e non farlo passare di mano in mano tramite associazioni varie e senza la sicurezza che tutto arrivasse.

 I miei valori sono l’uguaglianza, l’aiutarsi, il sostegno, lo spirito di gruppo: per me siamo tutti uguali e se c’è il rispetto reciproco si vive bene. Credo che tutto prima o poi ci verrà messo davanti e valutato, il bene fatto ma anche il male….

 Nel giro di 3 giorni dall’evento sismico, abbiamo sparso la voce è caricato ben due furgoni pieni di materiale vario e speranze. Lo abbiamo portato direttamente al campo da rugby di Rieti dove, una volta lì, ho aiutato buona parte della squadra a smistare il materiale, dividerlo per genere e riscatolarlo.

 Lunedì 29 agosto verso le 18 son partito con un rappresentante degli Old di Rieti e siamo andati a 20 km dall’epicentro del sisma, dove abbiamo scaricato viveri freschi ed al campo base del VV.FF.

 Questa tipo di avventura solitamente la facevo da solo, questa volta ho avuto una compagna di viaggio, Simona.

 Ovviamente Andrea, il pilone del Rieti, ci ha accolto è presentato al resto della squadra e poi alla sua famiglia che ci ha ospitati una notte in un ambiente ed in un clima delizioso nonostante le naturali paure ed apprensioni.

 Il rugby è stato un filo conduttore invisibile ma molto concreto nella mia vita e lo è in ogni mia azione e decisione.

Inconsciamente dopo tanti anni di rugby a Biella ed una stagione in NZ a Nelson Bay con gli HUIA di Motueka, insegnamento, spirito, valore, regola positiva mi è rimasta dentro e quando posso dare una mano a chiunque abbia bisogno, io mi sento pronto e mi sento bene, fa più bene a me a volte che a chi riceve il mio aiuto; ecco perché ci sono sempre, sorrisi,abbracci, baci,amici, pianti…..questi sono la miglior ricompensa che io posso ricevere.”

Rosco

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