Vasari Arezzo: il rugby dimenticato

La stagione sportiva del gruppo Vasari Rugby è partita in modo entusiasmante. Non si ricorda una stagione con così tanti bambini. In particolare l’under 10 vede la partecipazione di circa 40 piccoli atleti.
Ma è tutto il settore propaganda che vede affacciarsi al rugby numerosi bambini e addirittura, per la prima volta, di 4 anni di età. Questi numeri riempiono gli occhi e danno un motivo al Gruppo Vasari di resistere alle tante avversità incontrate negli ultimi mesi.
Non si possono dimenticare, poi, i 40 atleti dell’under 14, la franchigia che ha permesso di unire le forze con il Clanis Cortona con i fortissimi atleti dell’under 18 in testa alla classifica con un gioco spettacolare che ha appassionato chi era domenica scorsa ad assistere alla partita. Ed infine la prima squadra, che milita da 14 anni consecutivi nel campionato nazionale di serie B, i cui atleti con grandi sacrifici tengono alto il nome del Vasari ed i valori sportivi del Rugby.
Il Vasari va comunque oltre lo sport fine a sé stesso: la Società ha avviato un progetto sociale che consente alle famiglie a basso reddito di far giocare i propri figli gratuitamente (sebbene quest’anno tutti i nuovi iscritti sotto i 12 anni paghino solo 100 euro); ha poi dato la disponibilità al Prefetto al fine di accogliere ragazzi delle comunità straniere ospitate ad Arezzo per favorirne l’integrazione; infine sta per partire con un progetto di flag rugby insieme ai nostri amici della Onlus All Stars.
Tutto questo non basta per ottenere l’attenzione di chi si occupa dello sport ad Arezzo.
In questi giorni abbiamo letto sui giornali di come il Comune stia provvedendo a sistemare tutti gli sport. Non ultimo l’Arezzo Calcio a cui verrà data la disponibilità dell’impianto comunale “le Caselle” gestito precedentemente dal Chimera.
Lo spirito sportivo che caratterizza il rugby non può che renderci contenti che una società come l’Arezzo Calcio trovi casa nella propria città, come è giusto che sia.
Però, a volte, ci sembra che gli atteggiamenti cambino a seconda dei soggetti interessati.
Oggi il Vasari Rugby è senza una casa e il Comune, pur avendoci ascoltato più volte, non si è ancora preoccupato di trovare una soluzione. Non siamo il calcio ma probabilmente il Vasari Rugby è il primo gruppo sportivo di Arezzo sia come impegno sportivo, avendo tutto il settore giovanile ed una prima squadra in serie B, sia come numero di atleti, che quest’anno raggiungeranno i 300 praticanti. E oggi sopravvive proprio grazie al calcio che ha ospitato e ospita gli allenamenti del Vasari Rugby, inizialmente l’Arezzo Football Academy, ora il Petrarca Calcio e la Tuscar.
In questi mesi il Vasari Rugby è stato silente e non ha messo in difficoltà il Comune con proteste o eventi clamorosi. Ha tenuto un basso profilo anche nella comunicazione nella speranza che chi aveva (ed ha) la responsabilità di decidere prendesse delle decisioni senza pressioni ulteriori. Ma ad oggi nulla è cambiato.
Oggi lo stadio del rugby è gestito da un’associazione che non ha la capacità di utilizzarlo. Non vogliamo condannare nessuno ma i dati desunti dalle omologazioni federali parlano chiaro: zero attività di minirugby (esclusi dagli eventi delle prossime settimane), numero decisamente basso di atleti nell’Under 14 e conseguente esclusione dal campionato regionale, franchigia con due squadre umbre per le categorie under 16 e under 18 per consentire a pochi atleti di svolgere un’attività sportiva (domenica scorsa nel derby erano solo 4 di Arezzo in lista gara). Insomma, un campo comunale aretino che serve quasi esclusivamente ad atleti Umbri!
Tra l’altro, secondo il Vasari Rugby, proprio le ridotte dimensioni non consentono all’associazione che gestisce l’impianto di rispettare gli impegni presi con la partecipazione alla gara pubblica. Sul punto il Vasari ha presentato un esposto dettagliato al Comune ma tutto tace. Anche le interrogazioni consiliari dello scorso luglio hanno avuto risposta generica e ad oggi non c’è risposta concreta.
Il timore, come sopra ricordato, è che le regole vengano applicate in modo differente. Ricordiamo bene che per una casella spuntata in buona fede nella compilazione della domanda di partecipazione al bando il Vasari si è visto revocare definitivamente l’affidamento dell’impianto tra il 14 e il 17 agosto dello scorso anno, circa un mese dopo l’affidamento provvisorio. Ma sappiamo altrettanto bene, come del resto è illustrato nell’esposto presentato al Comune in merito all’attuale gestione, che ad oggi non sono stati rispettati alcuni punti indicati in sede di gara da parte dell’associazione che gestisce il campo e questa mancanza, che comporterebbe la revoca immediata dell’affidamento, prosegue ormai da 11 mesi senza che sia intervenuta alcuna delibera di revoca…
Altro argomento usato dal Comune è la presenza di un debito in capo al Vasari che complica la situazione. Tale debito, su cui c’è da discutere, ammonta a poco più di 60 mila euro ed il Vasari stava restituendo la somma regolarmente secondo un piano di rateizzazione. Oggi, in mancanza di una casa, è impossibile continuare a pagare in considerazione delle ingenti spese che il Vasari deve sostenere dovendo svolgere l’attività sportiva quotidiana altrove e giocare le partite affittando il campo di via dell’Acropoli ogni fine settimana, quasi sempre per più incontri tra il sabato e la domenica. La disponibilità a pagare ovviamente c’è, secondo un piano inviato in queste ore al Comune.
Questa situazione ci costringerà ad intraprendere alcune iniziative che il Vasari Rugby non avrebbe voluto adottare, nella speranza di non dover ricorrere a soluzioni estreme, comunque dolorose per chi è un cittadino di Arezzo, è legato al territorio e rispetta chi lo Amministra.
Il Gruppo Vasari desidera solo una casa per i propri atleti per continuare a svolgere la propria attività sportiva e a lavorare in favore del territorio. Non vuole altro. Ed è anche disponibile, sapendo che questo comporterebbe ulteriori sacrifici economici, a valutare il “sostegno” di chi potesse mettere a disposizione, nella città di Arezzo, un terreno dove eventualmente costruire una nuova casa qualora la situazione rimanesse quella attuale.
Il gruppo dirigente attuale, come del resto si evince da questo stesso comunicato, sta lavorando e continuerà a lavorare perché si giunga ad una soluzione che restituisca al Vasari Rugby la collocazione che merita nel panorama sportivo aretino e toscano.

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