Challenge des Montagnards

Il ventesimo Challenge des Montagnards disputatosi in Pays de Savoie dal dieci al tredici maggio, è stato l’ultimo appuntamento per la squadra Corsa under sedici, di questa stagione. Una selezione dei migliori giocatori isolani, scelti dai rispettivi club di appartenenza. I due viaggiatori Sardi, di Bastia XV, fanno parte della selezione. Il viaggio dei nostri ragazzi, naturalmente, inizia un giorno prima, quando dalla Sardegna i due, accompagnati da Giovannella, partono alla volta della Corsica. Il traghetto, che attraversa lo stretto canale fra le due isole, è stato per tutta la stagione, il simbolo delle nostre avventure rugbistiche. La nostra speranza, ma anche il nostro peggiore incubo. Cinquanta minuti fra le onde delle Bocche di Bonifacio per raggiungere quel magnifico e quasi inaccessibile golfo, fra le falesie bianche di Bonifacio. La nave, dopo una manovra millimetrica lancia gli ormeggi. Pochi minuti più tardi, il ponte si abbassa. La luce pervade il parcheggio sotterraneo. I passeggeri sono già all’interno delle vetture, pronti per uscire. Sono ormai le diciannove e trenta. Trenta minuti d’automobile, separano Bonifacio da Porto Vecchio. La strada è ottima. Michel e Natalie ci aspettano nel villaggio in cui siamo stati ospiti per tutta la stagione. I coniugi Biancarelli sono rugbisti. Michel da giovane giocava nel ruolo di, primo o secondo centro. Natalie, originaria della Normandia parla di rugby con grande competenza. I due figli della coppia, anch’essi rugbisti giocano nel campionato nazionale. Sono persone eccezionali. Il loro cane, Ruchy, ormai ci fa le feste come fossimo di casa. Giovannella prepara la cena. Si va a dormire. La sveglia suona alle cinque e trenta. L’appuntamento con il gruppo del sud è per le sei, aeroporto di Figari, venti minuti circa da Porto Vecchio. L’aereo parte in perfetto orario, destinazione Marsiglia. L’aeroporto di Marsiglia Provenza è il punto d’incontro del gruppo. Il pullman è pronto. I ragazzi sono ventisette, poi ci sono gli allenatori e gli accompagnatori. Sulla carta, i chilometri che ci separano dalla meta, sono quattrocento venti. La meta è Annecy, comune Francese di cinquantaduemila abitanti, capoluogo e sede di prefettura del dipartimento dell’Alta Savoia, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi. Il torneo dei montanari, giunto alla ventesima edizione, rappresenta un appuntamento fondamentale per il rugby Corso. Quattro squadre, rappresentative di altrettanti comitati, si affrontano per aggiudicarsi l’importante trofeo. L’equipes U16, Comité de L’Ardèche, Comités de Savoie et de Haute-Savoie, Comité de l’Ariège e Comité de Corse. Le partite si disputano, ogni giorno in una diversa località. Il gruppo degli atleti Corsi, è ospitato in un villaggio immerso nel verde e circondato dalle innevate Alpi. All’arrivo, dopo aver stabilito le regole del gruppo e assegnate le camere, si scende in campo per un primo approccio con la palla ovale. Appuntamento alle venti per la cena e coprifuoco entro le ventitre. Sveglia alle sette, colazione abbondante e partenza per la prima destinazione, La Ville de Meythet, comune di Annecy, dipartimento dell’Alta-Savoia. La squadra Corsa incontrerà quella di Ariège, della regione Occitania, confinante con i Pirenei orientali. Inizio del mach ore dieci. La partita è molto equilibrata e finisce in parità. La giornata continua con la visita al lago di Annecy. Gita in battello sul lago, e poi ad Annecy ad ammirare le bellezze di questa città, chiamata, la “Venezia delle Alpi”. Una giornata fantastica. Il torneo riprende l’indomani, sabato dodici maggio. Si gioca nel sintetico, Stade de Parrasses de Thones. La squadra avversaria è Ardèche. Il dipartimento dell’Ardèche è un dipartimento francese, della regione Alvernia-Rodano-Alpi. Il nome deriva dal fiume omonimo che scorre nel suo territorio. I due avversari non si risparmiano, combattendo sino alla fine. Il risultato è ancora una volta di parità. La stanchezza inizia a farsi sentire, ma i ragazzi non disdegnano di partecipare al programma preparato per loro. Percorso di sopravvivenza nei boschi della zona. Arrampicate sugli alberi e passaggi in equilibrio sulle corde. Le energie di questi giovani sembrano non avere fine. Grande festa alla sera nella piazza di Thones, tutti insieme allegramente. Domenica, ultimo giorno del torneo. La sveglia suona senza pietà alle sette in punta. Pronti per una nuova ed appassionante avventura. Dopo un’ abbondante colazione si parte. Oggi la destinazione è più che mai spettacolare. Stade Olympique du Sauvay a Albertville. Albertville è un comune francese di ventimila abitanti situato nel dipartimento della Savoia, nella regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. La cittadina, più industriale che turistica, ha organizzato i Giochi olimpici invernali nel 1992. Gli avversari di oggi per la squadra Corsa saranno i padroni di casa, Pays de Savoie. La partita ricalca gli incontri già disputati. Equilibrio fra le squadre. Sono i Corsi ad andare in vantaggio. Con una meta trasformata si portano in vantaggio per sette punti a zero. La squadra di casa però non si dispera e poco dopo pareggia i conti. A pochi minuti dalla fine è un calcio di punizione che decreta la vittoria del match per il Savoia, che grazie a questa vittoria di misura, si aggiudica anche il torneo. La sera è gran festa, si mangia e si beve in un enorme e festoso terzo tempo. Per il nostro gruppo, è ora di riprendere il cammino del ritorno. Ci aspetta un lungo viaggio. Preparate le valige si sale sul pullman. I ragazzi dormono un sonno profondo. Marsiglia sembra quasi dietro l’angolo. Il viaggio in aereo, tormentato da una tempesta di vento, mette a dura prova il coraggio dei giovani atleti. Con trenta minuti di ritardo il velivolo tocca terra. I visi pallidi e impauriti pian piano riprendono colore. Per Gianfranco e Marco il viaggio non è ancora terminato. Si va a dormire in un letto finalmente. Domani si torna a casa. Nessuno poteva immaginare che l’indomani le cose non sarebbero andate così. Moby informa, causa, avverse condizioni meteo, i traghetti per la Sardegna nella giornata odierna non partiranno. Ma questa è un’altra storia.

Luigi Piredda – tutti i diritti riservati

 

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