Diario di viaggio Ovale: tutti iniziò così. Tra tanti sport arrivò il rugby

Negli anni ottanta fu fondata Olbia Rugby 1982. I pionieri furono due “continentali ”, due uomini innamorati di questo sport che vollero cimentarsi in quest’ardua avventura.
Fui coinvolto da un amico a partecipare a uno degli allenamenti e ben presto feci parte della squadra. Criterio di selezione, le dimensioni corporee. Un metro e ottanta, oltre cento chili, pilone! Il campionato a sei squadre non offriva particolari emozioni. Percorrevamo centinaia di chilometri per raggiungere i campi avversari. Le partite somigliavano alle battaglie de “Il trono di spade”. Sangue, ossa rotte, fango e poi tanta birra al terzo tempo.
Quando dovetti pensare allo sport da far praticare a mio figlio provai a suggerire il rugby ma Giovannella, mia moglie non volle saperne. Aveva cinque anni, maturo ormai per iniziare l’attività sportiva. Provammo con il basket. Comprammo il kit e quando lo vidi indossato sul bambino, mi sentii molto triste. I suoi coetanei sfrecciavano con quella palla in mano, si dimenavano con furore mentre il mio piccolo appena si muoveva, i suoi occhi cercavano i nostri e sembravano supplicare “portatemi via”. Il giorno più triste doveva ancora arrivare. La prova del calcio. Se avesse scelto il calcio, sarebbe stata la fine. Per fortuna gli allenatori si accorsero subito che il ragazzo con i ricci non sarebbe stato mai un calciatore. Fu confinato in porta. Provai tanta gioia nel vedere mio figlio dare le spalle al campo di gioco durante il match. Fu il momento del nuoto. Effettivamente nella vasca Gianfranco era un pesce. Del resto iniziò a nuotare fin da neonato. Siamo Sardi e per giunta abitiamo a cinquecento metri dal mare. Dopo qualche mese però quell’acqua con odore e sapore di cloro cominciarono a dargli fastidio. Niente nuoto. Il bambino non è interessato allo sport.
Un giorno però comparve dal nulla un vecchio compagno di squadra, vide Gianfranco che spiccava per le dimensioni fisiche. Mia moglie presente, le fu chiesto di provare una seduta di rugby con i bambini della sua età. Anche se restia Giovannella accettò. Qui comincia la storia di due genitori e proprio figlio in giro per i campi di rugby di mezza Europa.

Luigi Piredda

 

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