Il Sei Nazioni 2025 di rugby si è concluso lasciando il segno, con un torneo ricco di sorprese, rivalità intense e momenti di grande rugby. Le sei squadre coinvolte – Inghilterra, Francia, Irlanda, Italia, Scozia e Galles – hanno regalato partite spettacolari, ognuna con le proprie ambizioni, gioie e delusioni. Ma come si è concluso il torneo e cosa ci ha insegnato questa edizione?

Francia: Dominio e Conferme

La Francia si è confermata la grande protagonista del Sei Nazioni 2025, con un rugby dinamico e spettacolare che ha affascinato tifosi e appassionati. I transalpini, allenati da Fabien Galthié, hanno dimostrato di essere una squadra completa, capace di gestire la pressione nelle partite più difficili. La loro vittoria finale è stata un trionfo della maturità, riuscendo a gestire con intelligenza anche gli incontri più complicati. La Francia ha colto il suo primo Grande Slam dal 2010, dimostrando di essere la squadra più equilibrata, con una mischia potente e un attacco imprevedibile. Con giovani talenti come Bielle-Biarrey, Theo Attissogbe, i Bleus sono pronti per le sfide future. Unica nota negativa? L’infortunio a Dupont.

Irlanda: Un Torneo di qualità, ma quanti rimpianti

L’Irlanda, pur non riuscendo a riconfermare il titolo vinto nell’edizione precedente, ha dimostrato ancora una volta di essere una delle nazionali più complete al mondo. La squadra di Simon Easterbyl ha giocato un rugby di alta qualità, con una difesa solida e un gioco offensivo fluido. Tuttavia, la sconfitta contro la Francia ha lasciato strascichi importanti e, di fatto, li ha ridimensionati in maniera importante. Nonostante ciò, gli irlandesi sono rimasti competitivi in ogni partita, e la loro mentalità vincente li rende ancora una delle nazionali più temibili. Lasciano la nazionale O’Mahony e Murray. Prendergast eletto “giocatore rivelazione” del torneo 2025.

Inghilterra: finalmente il innovamento

L’Inghilterra ha vissuto un torneo altalenante, con alcune prestazioni di livello, ma anche momenti di difficoltà. La squadra, sotto la guida di Steve Borthwick, ha lottato per trovare il giusto equilibrio tra attacco e difesa. La vittoria contro la Francia è stata un segnale forte, così come tutte le prestazioni di questo torneo, anche quelle che le hanno permesso di vincere di misura, come quelle contro Irlanda e Scozia; il XV della Rosa sta tornando e il futuro sarà sicuramente ricco di soddisfazioni. I giovani talenti inglesi hanno dato segni di speranza per il futuro. Finn Smith rappresenta il futuro. Marcus Smith una bella conferma. Maro Itoje una certezza.

Scozia: Un Torneo in sordina

La Scozia ha sorpreso molti, dimostrando una crescita esponenziale rispetto alle edizioni passate. La squadra di Gregor Townsend ha dato spettacolo, giocando un rugby coraggioso e imprevedibile, capace di mettere in difficoltà anche le formazioni più solide. Nonostante la sconfitta finale contro la Francia, la Scozia ha mostrato che il lavoro di squadra e la fiducia sono la chiave per il futuro. Alcune individualità stanno diventando dei punti fermi del XV del Cardo: Huw Jones, Duhan Van Der Merwe, Blair Kinghorn su tutti.

Italia: Un Sguardo al Futuro

L’Italia ha fatto vedere dei miglioramenti significativi sotto il punto di vista tecnico e mentale. Gli azzurri hanno lottato in ogni incontro, ma la mancanza di esperienza in momenti decisivi ha giocato un ruolo nelle sconfitte. Tuttavia, la squadra ha dimostrato di poter essere competitiva. Un giusto mix tra veterani e giovani in rampa di lancio: Ross Vintcent, Tommaso Menoncello, sono il futuro, Brex, Fischetti, Paolo Garbisi, un bel presente, Capuozzo il talento che può risolvere il match in ogni momento. ora sarà Quesada a dover far girare il tutto e dare nuova linfa a tutti i reparti. Il futuro appare positivo, e la strada per la crescita continua. Ora dobbiamo osare, diventare cinici e chiudere con le sconfitte onorevoli.

Galles: Alla Ricerca di sè stesso

Il Galles ha vissuto un torneo difficile, caratterizzato da prestazioni altalenanti. Nonostante il talento individuale di alcuni giocatori, la squadra non è riuscita a trovare la giusta continuità. Le sconfitte e l’incapacità di reagire in momenti cruciali hanno segnato il cammino gallese. La ricerca di una nuova identità di gioco e un rinnovamento generazionale saranno essenziali per tornare ad essere competitivi. Mancano dei veri e “nuovi” leader in mezzo al campo.

@davidemacor