Di Giacomo Civino
Il New South Wales lancia un segnale fortissimo nella prima partita della serie State of Origin 2025, battendo il Queensland per 18-6 in uno Suncorp Stadium gremito e infuocato. Una vittoria che pesa come un macigno non solo per l’andamento della serie, ma anche per ciò che rappresenta nell’ambito della storica rivalità tra i due stati.
Dominio Blues: potenza, organizzazione e disciplina
Fin dai primi minuti, i Blues hanno mostrato di essere venuti a Brisbane non solo per giocarsela, ma per dominare. Con un primo tempo impeccabile, caratterizzato da due mete firmate da Brian To’o e Zac Lomax, il NSW ha chiuso avanti 14-2, lasciando poco spazio alle iniziative dei Maroons.
Il Queensland ha provato a rientrare nel secondo tempo con una meta di Xavier Coates, ma l’ultima parola l’ha avuta ancora il New South Wales, con Dylan Edwards a sigillare il punteggio finale. La difesa degli uomini in blu è stata semplicemente invalicabile, mostrando una tenuta mentale che ha messo in crisi i portatori di palla avversari per tutti gli 80 minuti.
Il premio di Man of the Match è andato a Payne Haas, autore di una prestazione monumentale nel ruolo di pilone: avanzamenti costanti, placcaggi decisi e presenza dominante in ogni fase del gioco.
Una rivalità che nasce nel sangue sportivo
Per capire la portata di questa vittoria, occorre ricordare che lo State of Origin non è una semplice serie di partite: è un vero e proprio evento nazionale, il cuore pulsante del rugby league australiano. Nato nel 1980, ha trasformato la rivalità tra Queensland Maroons e New South Wales Blues in un fenomeno sportivo e culturale, seguito da milioni di tifosi.
Negli anni 2000 e 2010, il Queensland ha vissuto un’epoca d’oro, vincendo 11 delle 12 serie tra il 2006 e il 2017 con fuoriclasse del calibro di Cameron Smith, Billy Slater, Johnathan Thurston e Greg Inglis. Ma il vento sta cambiando.
Dal 2018 in poi, il NSW ha cominciato a ricostruire su basi più solide, e sotto la guida di Michael Maguire, sembra aver trovato la formula giusta: aggressività, disciplina e coesione.
Un’impresa storica
Quella di ieri è stata la seconda vittoria consecutiva del New South Wales al Suncorp Stadium, impresa che non accadeva dal 1998. Vincere a Brisbane, roccaforte dei Maroons, rappresenta da sempre una delle sfide più difficili per i Blues. Il fatto che sia avvenuto in modo così netto accende i riflettori sulla possibilità di una nuova era dominata dal NSW.
Le statistiche parlano chiaro:
- Il NSW ha concesso solo una meta in 80 minuti.
- Ha completato oltre l’80% dei set.
- Ha dominato il possesso e costretto i Maroons a più di 30 placcaggi in più.
Game 2: tutto in gioco a Melbourne
La serie ora si sposta a Melbourne, dove il 25 giugno andrà in scena il secondo capitolo di questa trilogia. Il Queensland, ferito e sotto pressione, sarà chiamato a reagire per evitare la sconfitta nella serie davanti a un pubblico neutrale ma esigente.
Per i Blues, invece, sarà l’occasione perfetta per chiudere i giochi con uno storico 2-0 e conquistare una delle serie più significative degli ultimi anni. I segnali sono chiari: il NSW non è solo in forma, ma ha anche ritrovato la consapevolezza dei grandi momenti.
Conclusione
La vittoria del New South Wales in questo Game 1 dello State of Origin 2025 potrebbe segnare l’inizio di un nuovo ciclo. Ma se c’è una cosa che questa rivalità ci ha insegnato, è che mai, mai sottovalutare i Maroons. Il secondo atto si preannuncia imperdibile.









