8’ miss kick Boffelli

9’ meta Kremer tr. Boffelli

15’ cp Boffelli

27’ meta Martin Gonzalez tr. Boffelli

32’ cp Garbisi

40’ cp Garbisi

43’ meta Moroni tr. Boffelli

48’ meta Varney tr. Garbisi

51’ cp Garbisi

55’ meta Cordero

64’ cp Sanchez

76’ meta Bosch

L’Italia esce sconfitta da Monigo nella sua seconda uscita autunnale. I ragazzi di Crowley ci provano, mettono impegno e fisico in ogni fase, ma non possono evitare il 37 a 16 con cui i Pumas si impongono a Treviso.

Parte forte la squadra di Mario Ledesma, che all’ottavo avrebbe già l’occasione per andare in vantaggio, ma il calcio di Boffelli si perde a lato. Un minuto dopo, però, gli argentini passano: incomprensione azzurra e Kremer va oltre, con Boffelli che trasforma. L’estremo argentino, poi premiato Man of the Match, allungherà con un altro piazzato per il provvisorio 10 a 0. Gli azzurri si battono, ma al momento di avanzare si rivelano sterili e meno concreti rispetto ai loro avversari. Poco prima della mezz’ora, a sancire la superiorità ospite, arriva anche la seconda meta, a firma di Martín Gonzalez. Lamaro e compagni riescono a muovere il tabellino con due calci piazzati di Garbisi che chiudono la prima frazione di gioco sul 6-17.

La ripresa inizia con Varney che si invola in solitaria verso la meta, ma l’arbitro ferma il gioco per un avanti azzurro. A spegnere l’entusiasmo ci pensano i Pumas, che nelle fasi susseguenti la mischia sfruttano una scalata errata di Morisi e marcano con Moroni. 

A sorpresa inizia qui il miglior momento azzurro: prima Varney va oltre nella prima vera nostra visita nei 22 argentini, poi Garbisi (per lui oggi un 4/4 dalla piazzola) accorcia per il 16-24. Per gli azzurri, però, arriva una tegola dolorosissima: Riccioni rimane a terra e deve uscire piangente in barella, presumibile un interessamento ai legamenti del ginocchio destro. Qualche minuto dopo arriva anche la quarta meta argentina, questa volta ad opera di Cordero, a punire l’ennesimo errato riposizionamento difensivo azzurro. Boffelli trasforma, poi lascia il campo a Sanchez che, alla prima occasione, marca tre punti dalla piazzola e porta i suoi sul 32 a 16.

Gli azzurri, come già detto, sono encomiabili nello sforzo, ma non riescono ad incidere sul tabellino. Cosa che invece fanno per la quinta volta i Pumas, questa volta con Bosch sugli sviluppi di una rolling maul.

L’ultimo pallone è azzurro, guadagnato grazie ad un grandissimo placcaggio di Ioane, ma una sua errata gestione pone di fatto fine al match prima ancora che Matera calci fuori la palla.

Finisce quindi 37 a 16 per i Pumas contro un’Italia che di fatto è ancora un cantiere aperto (e non potrebbe essere altrimenti): la touche è andata ad intermittenza, la mischia si è spenta dopo l’uscita di Riccioni, le fasi offensive non hanno convinto. Il tempo per crescere c’è, ma bisogna correre.

Di Cristian Lovisetto